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giovedì 11 ottobre 2018

YOGA AVERSA PRESENTA "SENTIERI DI CONSAPEVOLEZZA"

Yoga Aversa è lieta di presentarvi un interessante workshop dedicato ai "SENTIERI DI CONSAPEVOLEZZA", che si terrà presso la nostra sede, VENERDI 19 OTTOBRE 2018, dalle ore 19:45. 

Le dottoresse Lucia Battaglini, Martina Messina e Tina Vergati, ci condurranno lungo un  un delicato "sentiero", facendoci percorrere un viaggio dedicato alla nostra consapevolezza. 
Trovate tutte le informazioni nella locandina allegata. 
Vi aspettiamo numerosi. 

Contattateci per ulteriori informazioni e per la prenotazione. 

#Namaste #YogaAversa




giovedì 14 giugno 2018

NEWS YOGA AVERSA: SEMINARIO DI MEDITAZIONE E GESTALT

In occasione del solstizio d'estate, Yoga Aversa è lieta di presentarvi il seminario di MEDITAZIONE E GESTALT 

Venerdì 22 Giugno 2018, dalle ore 20.00, presso la nostra sede di Via Pietro Rosano 55, la Dott.ssa Lucia Battaglini e la Dott.ssa Martina Messina, ci condurranno attraverso  tecniche di meditazione, in un "armonioso e ancestrale percorso" tra respiro e soffio vitale. 

Info e prenotazioni:
Yoga Aversa (Facebook)
cell. 3208864028
yoga.aversa@libero.it

Vi aspettiamo!!!




  

martedì 11 ottobre 2016

RESPIRA LA NATURA: TRA I FAGGETI DEL MONTE TRANQUILLO (FR)

Riprendono le nostre escursioni alla scoperta dei luoghi naturalistici più caratteristici del Centro-Sud Italia, riprendono le nostre passeggiate e le nostre uscite nell'ambito di #RespiraLaNatura.

Domenica 16 Ottobre, il gruppo dei ragazzi dei corsi di Yoga Aversa, ha deciso di "esplorare" il Monte Tranquillo partendo da Forca D'Acero (FR) e con visita, al ritorno, di San Donato Val Comino, uno dei borghi più belli d'Italia.



Forca d'Acero è un valico stradale appenninico posto a 1.538 m s.l.m. sull'Appennino centrale, lungo lo spartiacque appenninico primario tra Abruzzo e Lazio, tra la provincia dell'Aquila e quella di Frosinone, attraversato dalla Strada statale 509 di Forca d'Acero e segnavia del limitare del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Collega i comuni di Opi e San Donato Val di Comino. 



La sua importanza è dovuta al fatto che rappresenta l'unico accesso stradale diretto alla zona del Parco Nazionale d'Abruzzo attraverso l'Appennino laziale dalla zona del frusinate e viceversa, rivestendo dunque anche un ruolo di importanza turistica. Si tratta dunque di un valico di montagna, poco trafficato, utilizzato per scopi prevalentemente turistici sia d'inverno che d'estate, con il maggior dislivello sul versante laziale e dall'aspetto paesaggistico tipicamente appenninico.
Il valico possiede un'area attrezzata (ed un rifugio) ed è caratterizzato dal pianoro di Campo Lungo, circondato da boschie da una faggeta secolare nei pressi del gruppo montuoso del Monte Tranquillo (1841 m s.l.m.).
Se d'estate è punto di partenza di numerose escursioni, d'inverno è luogo di sci di fondo (si trova nei pressi della pista internazionale di Macchiarvana). A circa 10 km a valle nel frusinate si trova San Donato Val di Comino.




ITINERARIO:
  • Partenza ore 7,30 partenza da via Benedetto Croce, Aversa (Stazione Ferroviaria - parcheggio strisce bianche di fronte al Drenato)
  • Il sentiero sarà principalmente su strada sterrata nel bosco, fino al Santuario del Monte Tranquillo 
  • Percorso di circa 13 Km con 500/600 metri di dislivello fino al Santuario, altri 200 metri di strappo verso la cima, ma non impegnativi
  • Tempo percorso: circa 3 ore per la cima


RACCOMANDAZIONI:

- Indossare scarpe da trekking o comunque adatte a camminare su sentieri naturali

- Munirsi di bottigliette d'acqua e cibo per l'intera giornata (è previsto un pic-nic)

- Vestirsi a strati



Chiunque voglia aggregarsi all'escursione, assieme ai ragazzi del gruppo del Corso di Yoga Aversa, non esiti a contattarci!!!


#YogaAversa #Namastè #RespiraLaNatura


venerdì 15 aprile 2016

RESPIRA LA NATURA: SABATO 16 SI MEDITA SUGLI EREMI DEL MONTE MAGGIORE (CE)

A grande richiesta, continuano le nostre escursioni all'aria aperta alla scoperta dei luoghi naturalistici che ci circondano. Dopo la bella passeggiata sul Monte Redentore (LT) [clicca qui per vedere le foto], il gruppo dei ragazzi del corso di Yoga Aversa, ha deciso di
portare l'iniziativa #RespiraLaNatura, sugli eremi del Monte Maggiore, in provincia di Caserta: con i suoi svariati luoghi di culto e meditazione. 

Ecco un pò di informazioni.

Sabato 16 Aprile: punto di incontro presso la stazione ferroviaria di Aversa (in prossimità del pub Drengot), alle ore 8,00 e partenza in macchina

Lunghezza percorso: 5 km circa
Dislivello in salita: 350 mt
Tempi di cammino: 2,30 ore (escluse soste)
Difficoltà: media

Passeggiata in ambiente montano, dall’antico borgo di Croce (600 metri) saliremo lungo la battuta via crucis nel rigoglioso bosco di carpini per raggiungere il bellissimo eremo di San Salvatore dove visiteremo la chiesetta, la cripta ed il monolite sede di arrampicata sportiva. 
Riprenderemo il cammino percorrendo in falsopiano un sentiero che aggira da sotto le cime più alte del monte Maggiore e sbuca su un valico per accedere al lato nord del monte. Qui in breve discesa raggiungiamo la cappellina di madonna di Fradejanne da dove ammireremo un vastissimo panorama su tutto l’Alto Casertano. 
Proseguiremo ripercorrendo in parte il sentiero dell’andata e poi iniziando una lunga discesa sempre all’interno del bosco per raggiungere la radura di Nocce dove sosteremo prima di proseguire la discesa tra la folta macchia mediterranea fino al ritorno a Croce.

Chiunque voglia partecipare all'escursione, assieme ai ragazzi del gruppo del Corso di Yoga Aversa, non esiti a contattarci: saremo felici di avervi con noi!!!

Ricordiamo anche che la partecipazione è gratuita e se non avete la possibilità di venire in macchina, potete sempre unirvi a qualcuno di noi. 


#YogaAversa #Namastè #RespiraLaNatura

IMPORTANTI RACCOMANDAZIONI:

- Indossare scarpe da trekking o comunque adatte a camminare su sentieri naturali
- Munirsi di bottigliette d'acqua e cibo per l'intera giornata (è previsto un pic-nic)
- Vestirsi a strati
- Dotarsi di cappellino (o bandana) per proteggersi dal sole




fonte: https://sites.google.com/site/casertaitinerari/gli-eremi-di-monte-maggiore / https://infosannio.wordpress.com/2013/06/10/caserta-passeggiata-in-natura-agli-eremi-del-monte-maggiore/

martedì 19 gennaio 2016

KUNDALINI YOGA ALL'ANGOLO DI CLIV

L'Associazione YOGA AVERSA & l'ANGOLO DI CLIV 

presentano

Kundalini Yoga, un percorso verso il benessere

QUANDO

Giovedì 28 Gennaio dalle 9:30 alle 11:00 am
Lezione di presentazione gratuita


DOVE

Via Pietro Rosano, 55 angolo Strada San Biagio 
81031 Aversa (Caserta)




L'INSEGNANTE

Jagat Priya Kaur – Dindina Burgos

Pittrice e architetto; con la stessa passione con cui mi sono avvicinata alle materie artistiche ho iniziato una ricerca di crescita personale come autodidatta attraverso la pratica del hatha yoga e frequentando corsi di meditazione.
Dal 2012 l’incontro con il Kundalini Yoga ha cambiato il mio punto di vista e la mia vita; ringraziando la serenità trovata, nasce in me la voglia di condividere con altri questo gioiello pregiato per l’anima; ad oggi mi trovo nel percorso di certificazione KRI (Kundalini Research Institute) come insegnante di I livello.
Ringrazio ogni maestro che ho incontrato su questo cammino e ringrazio il nome spirituale che mi è stato dato: Amata dall’Universo.


INFO E CONTATTI

YOGA AVERSA
Via Pietro Rosano, 55 81031 Aversa (Caserta)
Tel:. 345 3454034 Dindina / 320 8864028 Vincenzo
e-mail: yoga.aversa@libero.it / jagat.priya.k@gmail.com 



KUNDALINI YOGA

Kundalini Yoga è una scienza millenaria mirata a raggiungere l’equilibrio fra il corpo, la mente e la nostra anima, fornendoci gli strumenti per diventare consapevoli del nostro potenziale, rinnovare la nostra energia, lasciando andare lo stress e l’ansia, ritrovando la salute e la pace interiore, elementi indispensabili per svolgere la nostra vita quotidiana nel benessere.
Il lavoro a livello fisico si svolge attraverso i kriya, ovvero la pratica di sequenze d’esercizi dinamici e statici, accompagnate con precise tecniche di respirazione, rinforzando cosi la nostra colonna vertebrale, e di conseguenza il sistema nervoso, endocrino e linfatico; a livello mentale la pratica della meditazione e la vibrazione dei mantra (sequenze sonore) contribuiscono a migliorare il nostro stato fisico, mentale e psichico, trovando l’armonia e il buon umore.
Kundalini Yoga può essere praticato da tutti, anche persone che non praticano sport, indipendentemente dall’età o dalla forma fisica.
Cosa portare a una lezione di kundalini yoga? Abiti comodi, un plaid o coperta per il rilassamento e tanta voglia di godersi un tempo con sè stessi.

giovedì 19 marzo 2015

Che cos'è l'Iyengar Yoga?

Lo yoga è uno dei sei Darshana, ovvero uno dei sei sistemi filosofici ortodossi indiani. Ogni darshana rappresenta un punto di vista metafisico della filosofia indiana, scaturito dalla sapienza vedica (i Veda sono un'antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri dei popoli arii che invasero l'India intorno al XX secolo a.C.).

In realtà un Darshana non è un sistema filosofico nel senso che questo termine ha in Occidente, ma è pur sempre un sistema di affermazioni coerenti coestensibile all'esperienza umana la quale esso si sforza di interpretare nel suo insieme col fine di "liberare l'uomo dall'ignoranza".

I Darshana si differenziano tra loro non per il fatto di assumere un oggetto diverso di speculazione, ma perché "osservavano" la medesima realtà da diversi punti di vista, cioè da diverse angolature. Darshana, infatti, significa proprio vista, visione, comprensione, punto di vista, dottrina. 




Patanjali
Lo yoga è dunque uno di questi darshana e lo "Yoga Sutra" di Patanjali, l'opera più antica che tratti di yoga, è il trattato che ne sintetizza la dottrina. 
Da un punto di vista dottrinale, lo Yoga fa proprie le tematiche del Sàmkhya, un altro darshana della tradizione indù, che vede all'origine dell'Universo due polarità fondamentali e distinte: prakriti e purusha, la materia e lo spirito. Prakriti possiede tre qualità (guna): sattva, rajas, tamas, rappresentanti la tendenza ascendente e all'elevazione (sattva); la tendenza all'espansione o alla dispersione in senso orizzontale (rajas); la tendenza discendente o all'inerzia (tamas).

Quando le forze dei tre guna, tra loro antagoniste, sono in equilibrio, prakrti non produce alcuna modificazione e l'intera manifestazione riposa allo stato potenziale di germe. Quando tale equilibrio si rompe, prakriti emana l'intero Universo. Per la dottrina del Samkhya l'universo è infatti fondato su una coppia di contrari che si riflette in ogni suo aspetto: notte e giorno, caldo e freddo, uomo e donna, ecc.





Come abbiamo detto, lo Yoga fa proprie le tematiche del Samkhya, introducendo però, da una prospettiva più elevata, la divinità (Ishvara) da cui Purusha e Prakriti emanano. Benché i testi sull'argomento diffusi in Occidente siano concordi nell'affermare che yoga vuol dire "unione" (dalla radice yuj: unire, legare), non sempre però viene poi spiegato in modo chiaro il significato che tale unione comporta. Dopo quanto detto, è evidente che non è dell'unione del corpo con la mente che si tratta, ma dell'unione di prakriti e purusha nella prospettiva unitaria della divinità da cui tutto emana e che in sé concilia ogni contrasto. 



Nella sua opera, Patanjali, definisce lo yoga come yogah cittavrttinirodhah (Yoga Sutra, I, 2) che può essere tradotto come: "Lo yoga è l'arresto del turbine della coscienza" o come "Lo yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente", e identifica otto anga, membra o arti dello yoga, attraverso i quali si può raggiungere il fine ultimo, e cioè “l’unione suprema”.

Essi sono: 

  - Yama, i comandamenti morali universali; 
  - Niyama, l’autopurificazione con la disciplina; 
  - Asana, le posizioni; 
  - Pranayama, il controllo ritmico del respiro; 
  - Pratyahara, il controllo e l’emancipazione della mente dal dominio dei sensi e degli
    oggetti esteriori;

  - Dharana, la concentrazione; 
  - Dhyana, la meditazione; 

  - Samadhi, il raggiungimento della super-coscienza e unione con lo spirito universale. 



Quello sistemato da Patanjali rappresenta il cosiddetto “Yoga classico”. Ma a fianco di tale tipo di yoga, esistono innumerevoli forme “popolari”, asistematiche di yoga; esistono yoga non brahmanici (quello dei buddisti e quello degli jnaina) e soprattutto esistono yoga di struttura “magica”, altri di struttura “mistica”, ecc. 




In un quadro apparentemente così complesso, l'Iyengar yoga si inserisce nella tradizione dell'Hatha yoga e, più precisamente, nella tradizione di Patanjali e dello Yoga Sutra. Viene considerato, quindi, yoga classico.

B.K.S. Iyengar

Il suo “fondatore” B.K.S. Iyengar, allievo del guru Sri Tirumalai Krishnamacharya. ha fatto un grosso lavoro su se stesso, sulle posizioni e sull'effetto delle posizioni lavorando a livello degli organi, a livello dei sensi di percezione e a livello della mente. 
Ha creato, dunque, una sua corrente di asana e di pranayama conosciuta per l'attenzione che consacra all'allineamento del corpo e per il suo ampio uso dei sostegni. Iyengar ha sistematizzato, infatti, molte posizioni (asana) dello yoga classico e diverse tecniche di pranayama che vanno da un livello base ad avanzato. Questo aiuta a garantire ai praticanti di progredire gradualmente passando da posture semplici a quelle più complesse e di sviluppare mente, corpo e spirito step-by-step. 

Il fatto più importante è che questo lavoro, sugli asana e sul pranayama, conferisce una rigida stabilità al corpo e nel medesimo tempo riduce lo sforzo fisico al minimo; si regolano i processi fisiologici, e si permette in questo modo all'attenzione di occuparsi esclusivamente della parte fluida della coscienza. 

L'Iyengar yoga si differenzia dagli altri stili di hatha yoga per diversi elementi chiave e in particolare per la tecnica, le sequenze in cui le asana e gli esercizi di respirazione si praticano e i tempi. 

B.K.S. Iyengar
Riguardo alla tecnica, questo metodo è caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla messa a fuoco precisa sull'allineamento del corpo. Un principio fondamentale, infatti, è proprio l’allineamento in ogni asana, che comporta un lavoro simmetrico in tutto il corpo e crea spazio nelle articolazioni e negli organi, migliorandone la funzionalità. L'attenzione sugli allineamenti non mira semplicemente all'esecuzione corretta della posizione, ma è finalizzata allo sviluppo della consapevolezza del proprio corpo da utilizzare in tutti gli aspetti della nostra vita. 


Attrezzi e sostegni tipici dell'Iyengar yoga

Per permettere a tutti di ottenere i benefici degli asana e del pranayama, Iyengar ha introdotto, inoltre, l’uso di supporti quali coperte, cinture, mattoni, sedie, cuscini, sacchi di sabbia, ecc., che migliorano l’efficacia delle posizioni e riducono lo sforzo. Tali sostegni consentono agli studenti non solo di svolgere correttamente gli asana ma anche di diminuire il rischio di lesioni, rendendo così le posture accessibili a tutti anche a persone con gravi problemi. Iyengar, infatti, ha anche il merito di aver sviluppato l’applicazione terapeutica delle posizioni, modificando gli asana in modo che gli allievi colpiti da qualche forma di invalidità possano trarne il massimo beneficio psico-fisico. 


Altro punto fondamentale riguarda la sequenza e il modo in cui vengono combinati gli asana e gli esercizi di respirazione durante la pratica dell'Iyengar Yoga. Una corretta sequenza all'interno di una sessione di pratica gioca un ruolo importante nel raggiungimento del massimo beneficio dalla sessione. Le diverse categorie di asana, infatti, esercitano effetti diversi non solo sul corpo, ma anche sulla mente e sulle emozioni. Nessuna sequenza, quindi, sarà opportuna per ogni persona, per ogni mentalità, per ogni livello di energia, per ogni livello di esperienza, per ogni giorno. La tradizione Iyengar non dispone di sequenze standard che sono praticate da tutti; le sequenze in tale disciplina sono influenzate da molti fattori e dalle caratteristiche dei praticanti: l'età, l'esperienza, lo stato mentale e fisico in un determinato giorno, il tempo a disposizione, ecc. 
Esempio di sequenza di asanas

Altro elemento chiave dell'Iyengar Yoga è il tempo impiegato per costruire e tenere un asana o effettuare un esercizio di pranayama. Per lo sviluppo e il corretto allineamento di ogni asana è necessario un tempo che spesso in altre scuole di hatha yoga non viene dato semplicemente perché la pratica è più veloce o in movimento. Da principio l'asana è faticoso e addirittura insopportabile. Ma dopo un certo periodo di allenamento, lo sforzo nel mantenere il corpo nella medesima posizione diventa minimo. Lo sforzo deve scomparire e la posizione meditativa deve divenire naturale; solamente allora essa facilita la concentrazione. “La posizione diventa perfetta solo quando lo sforzo per realizzarla scompare, in modo che non ci sia più alcun movimento nel corpo. Del pari, si raggiunge la sua perfezione, quando lo spirito si trasforma in infinito, cioè quando esso fa dell'idea di infinito il proprio contenuto” (Vyasa, ad Yoga-Sutra, II, 47).


Le dimostrazioni visive, le istruzioni verbali e le correzioni attive da parte dell'insegnante dei disallineamenti e degli errori durante la pratica, sono altri elementi che contraddistinguono l'Iyengar Yoga e che contribuiscono a rendere tale disciplina molto sicura e precisa. 


Tutti gli elementi che abbiamo citato, in conclusione, fanno sì che nel praticante di Iyenagr Yoga si instauri o si rafforzi la relazione di tutte le parti del corpo con l'asana, dell'asana con il respiro, del respiro con la concentrazione, della concentrazione con la meditazione e della meditazione con la “unione suprema”.


“La meditazione deve cominciare con il corpo. Esso è il veicolo del Sé, che, se non è controllato nei suoi desideri, ostacola la vera meditazione.” (B.K.S. Iyengar).

B.K.S. Iyengar